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Per assaporare l'atmosfera fiorentina!
Il David
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Un itinerario tematico: La Firenze di Michelangelo
Passeggiata per due giornate
Prima giornata

Il David
Galleria dell’Accademia
Scolpito da Michelangelo Buonarroti nel 1504

Nato per essere esposto nella piazza pubblica per eccellenza, Piazza della Signoria, fu da lì trasportato verso la collocazione attuale nel 1873 con una possente imbracatura, lasciando in piazza una copia fedele.

Ha appena compiuto 500 anni ma non li dimostra. La prima cosa che colpisce guardando questo grande nudo è l’armonia plastica delle forme: la leggera inclinazione del torso, la rotazione della testa e il braccio sinistro piegato danno un senso di movimento e di scioltezza. Le proporzioni perfette del David lo rendono agli occhi di molti un ideale di bellezza maschile.
Osservando i dettagli, ci sorprende dell’estrema precisione anatomica: la muscolatura del torace, del polpaccio, i tendini del piede... con quanto realismo sono state raffigurante addirittura le vene del dorso della mano! Michelangelo infatti era riuscito a studiare anatomia sui cadaveri nel Convento di Santo Spirito e nessuno come lui a quell’epoca sapeva raffigurare con tanta maestria tutti i particolari del corpo umano.

Se l’opera finita del David suscita ancora stupore e ammirazione, ancora più sorprendente è la storia della sua realizzazione. Esisteva un blocco di marmo di grande qualità, ma considerato un po’ troppo alto e troppo stretto per ricavarci un soggetto valido, tanto che uno scultore a metà del ‘400 aveva iniziato a scolpirlo ma dopo aver incominciato il buco per le gambe aveva presto abbandonato l’opera visto lo scarso risultato. Michelangelo scelse proprio questa pietra sfregiata che tutti consideravano irrecuperabile e che gli sarà regalata come cosa inutile, visto che ormai giaceva da quarant’anni nei depositi dell’Opera del Duomo: non solo ne trasse un capolavoro, ma pare che abbia volutamente lasciato visibili alcune scalpellate dell’originale abbozzo nel lato interno delle gambe.

Ma oltre alla bellezza, quest’opera custodisce un preciso valore etico e morale: Davide è il personaggio biblico che sconfigge il gigante Golia. Il suo sguardo fiero incarna la virtù, ma anche la forza e l’ira, insieme con la dignità e la grandezza, per questo la sua figura è da sempre riconosciuta come il simbolo stesso della Repubblica Fiorentina che vince i tiranni. In questa scultura si potevano rispecchiare anche gli umanisti rinascimentali, con i loro ideali dell’uomo libero e artefice del proprio destino.

Spostare i capolavori all’interno dei musei per sottrarli al deterioramento degli agenti atmosferici e sostituendoli con delle copie, è un argomento che da sempre genera polemiche e contrasti fra chi vorrebbe le opere nelle loro collocazioni originali e chi ne privilegia invece la protezione. Nel caso del David il danno più grave che avesse subito nei secoli non è da imputare alle bizze atmosferiche ma ai fiorentini stessi. Nel 1527 quando l’esercito dei Lanzichenecchi stava attraversando Firenze diretto a Roma per il famoso “sacco”, alcuni sovversivi di Firenze tentarono una rivolta contro il governo asserragliandosi in Palazzo Vecchio, dove comunque vennero presto snidati. Una panca lanciata da una finestra però andò a colpire il braccio sinistro del David, rompendolo. Il Vasari, grande estimatore di Michelangelo, con l’aiuto di Francesco Salviati, raccolse egli stesso i pezzi e li nascose, arrischiandosi a scendere in strada mentre i soldati erano accampati proprio nella antistante Loggia dei Lanzi (che proprio dai soldati prese il nome), salvando così l’integrità dell’opera. Sarà poi fatta restaurare in tempi di pace da Cosimo I.

I capolavori purtroppo a causa della loro popolarità a volte devono subire anche gli affronti dell’invidia altrui… una ventina d’anni fa uno squilibrato colpì con un martello l’alluce del David, scheggiandolo. I restauri sono stati però molto ben eseguiti ed oggi ad occhio nudo non si trova più traccia dell’ingiuria.
Un altro accuratissimo restauro e una pulizia certosina sono appena terminati con l’occasione del cinquecentenario, per cui oggi il David è visibile in splendida forma, pronto a farsi ammirare per i secoli a venire.