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Per assaporare l'atmosfera fiorentina!
Museo Opera del Duomo
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Un itinerario tematico: La Firenze di Michelangelo
Passeggiata per due giornate
Seconda giornata

Museo Opera del Duomo
Piazza Duomo, 9
Aperto tutti i giorni: feriali dalle 9.00 alle 19.30, festivi dalle 9.00 alle 13.40
Biglietto 6,00 Euro

Il Museo è solo una parte delle attività dell’Opera del Duomo, un’istituzione secolare che gestisce il tutto complesso religioso della piazza. Le opere qui esposte sono spesso state rimosse a scopo precauzionale dall’esterno degli edifici. E’ in questo cortile che Michelangelo scolpì il David.
L’opera che ci interessa si trova nel piano mezzano delle scale. E’ la Pietà del 1557. Scolpita a Roma da Michelangelo ormai molto anziano, è considerata una delle sue ultime opere. In questo momento della sua vita Michelangelo, sebbene famosissimo e molto ricco, vive da povero in una piccola casa nel centro di Roma. Il suo senso religioso e la sua semplicità lo portarono sempre a vivere modestamente piuttosto che nel lusso dei grandi palazzi. Il soggetto che domina la sua produzione scultorea della vecchiaia è quello della Pietà, che avrebbe voluto collocare sulla sua sepoltura.

Questo soggetto prevede solitamente il corpo morto del Cristo che viene tolto dalla croce e posto nel sepolcro dalla Madonna o dai discepoli. E’ forse il momento più drammatico dei Vangeli, perché le persone vicine al Cristo ne constatano la morte. Molti artisti hanno comunque raffigurato questa scena con personaggi sereni, consapevoli della resurrezione imminente, e lo stesso Michelangelo in gioventù aveva scolpito la celeberrima Pietà di San Pietro senza accenti drammatici, sottolineando soprattutto la bellezza dei corpi e il suo virtuosismo nel rappresentarli. Nella vecchiaia invece sente ormai il peso della morte che si avvicina e sottolinea sempre di più i risvolti psicologici e tragici nelle sue opere, trasmettendo le sue angosce ai personaggi raffigurati.
In questa scultura in marmo raffigura Gesù privo di sensi adagiato sulla Madonna che lo sorregge. Sovrasta la figura di Nicodemo, nella quale molti hanno riconosciuto un autoritratto. A sinistra c’è la figura della Maddalena, aggiunta in seguito dallo scultore Tito Calcagni, che infatti è molto diversa dal resto per le dimensioni, lo stile e la grana dello scolpito.

Michelangelo, sempre insoddisfatto dei suoi ultimi lavori, aveva fatto a pezzi la statua, ma il suo servo aveva salvato i pezzi e in seguito li venduti ad un signorotto locale, che li fece aggiustare. Michelangelo stesso, pentito del suo gesto, ebbe modo di dare consigli al restauratore, e probabilmente chiuse un occhio sulla fattura scadente dell’ultima figura. Fu poi portata nel Duomo di Firenze dove vi rimase esposta fino agli anni ’60 quando fu trasferita nel museo. Ancora oggi sono visibili i segni delle fratture sul corpo del Cristo.

Dello stesso periodo abbiamo ammirato la Pietà di Palestrina, dentro l'Accademia. Una terza pietà della vecchiaia, la Pietà Rondanini, è custodita oggi a Milano nei Musei di Castello Sforzesco.
Visiteremo più tardi la sepoltura di Michelangelo, realizzata su progetto del Vasari, dentro la Basilica di Santa Croce.