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Storia dei Medici

La famiglia dei Medici era originariamente una delle tante famiglie feudali del contado a nord di Firenze. Possedevano terreni e proprietà che davano buoni frutti, ma dopo l'anno Mille, quando si diffusero il commercio della lana e le attività bancarie nella vicina città, furono allettati a trasferirsi. I Medici si stabilirono quindi dentro le mura cittadine e si dedicarono con successo alla manifattura e al commercio, arricchendosi e ottenendo anche incarichi politici nelle magistrature della Repubblica. 

La grande ricchezza arrivò però solo a fine Trecento, quando nacque il Banco dei Medici, una vera e propria banca privata che prestava denaro con successo in tutta Europa. Furono Giovanni di Bicci (1360-1429) e suo figlio Cosimo (1389-1464) a diventare così ricchi da destare la preoccupazione di famiglie rivali. I potenti Albizzi riuscirono infatti a far esiliare Cosimo, accusandolo di manovrare la scena politica sfruttandone la corruzione. In realtà Cosimo era un uomo saggio e magnanimo, che spesso aveva aiutato anche il popolo minuto e l'aveva stupito promuovendo la costruzione di spettacolari edifici. Fu così che una sommossa popolare richiamò Cosimo a Firenze con tutti gli onori e scacciò invece i suoi rivali. 

Si apriva così la straordinaria stagione dei figli e dei nipoti di Cosimo (chiamato anche Cosimo il Vecchio), che sempre governeranno di fatto la città, aiutando persone fidate a scalare la carriera politica, e che promuoveranno uno straordinario programma di abbellimento artistico e una vivace scena culturale. Firenze divenne così il cuore irradiante di un nuovo stile e un nuovo modo di pensare: il Rinascimento. Lorenzo de' Medici (1449-1492) fu ancora più astuto del nonno Cosimo, quando si trattò di trattare coi propri nemici: alla congiura internazionale che riuscì a uccidere suo fratello e lasciò vivo lui per miracolo (la congiura dei Pazzi, del 1478), rispose ai potenti nemici (il re di Napoli, il papa Della Rovere e Federico da Montefeltro) inviando i propri migliori artisti come ambasciatori di pace, che realizzarono lavori originali e mirabili, tra cui la Cappella Sistina a Roma.

Tanto fu amato Lorenzo, che alla sua morte uno dei suoi figli godette di un tale prestigio da essere nominato papa, col nome di Leone X (1475-1521). I papati di Leone e di suo cugino Clemente VII (1478-1534) furono tra i più splendidi per la storia dell'arte, con le protezione di grandi artisti quali Michelangelo e Raffaello.

Fu proprio in quegli anni che una nipote di papa Clemente, Caterina de' Medici (1519-1589), riuscì a sposare un figlio del re di Francia, che divenne poi inaspettatamente re, e quindi Caterina fu regina, temuta e severa, ma anche portatrice di cultura e novità in Francia.

Nel frattempo a Firenze i Medici non godettero più della stima di un tempo. Alessandro (1510-1537) fu dichiarato duca della città dallo zio papa, ma fu un odiato tiranno, tanto che venne ucciso in un agguato dal cugino "Lorenzino" (detto poi "Lorenzaccio"). Solo qualche anno dopo i Medici riuscirono a riprendere il potere a Firenze, grazie a una guerra vittoriosa condotta da Cosimo I (1519-1574), che divenne poi il primo "granduca" della Toscana.

L'età di Cosimo (da non confondere con il suo antenato Cosimo il Vecchio) fu di nuovo un'epoca di grandi splendori artistici (Pontormo, Bronzino, Cellini, furono tra gli artisti al servizio del granduca), ma anche di brutali repressioni dei dissensi e di guerre (con la riconquista di Pisa e la caduta di Siena). I suoi figli Francesco (1541-1587) e Ferdinando (1549-1609) mantennero questa linea, dura ma anche munifica, fino alla loro morte, pacificando definitivamente la Toscana.

Il Seicento e il Settecento furono secoli relativamente tranquilli, in cui Firenze e la Toscana uscirono dai più importanti circoli politici internazionali. Progredì soprattutto la scienza, con il grande Galileo Galilei, che fu protetto dai Medici anche quando venne attaccato dal papa.

Nel diciottesimo secolo il granduca Cosimo III (1642-1723) si ritrovò improvvisamente senza nipoti:dei suoi tre figli uno morì troppo giovane (Ferdinando), una fu sterile (Anna Maria Luisa) e uno visse abbastanza dichiaratamente la sua vita da omosessuale (Gian Gastone). Alla morte di Cosimo III e poi di Gian Gastone (1671-1737) i Medici si erano estinti senza più eredi. 

La dinastia finì però con un grande dono per Firenze: Anna Maria Luisa (1647-1743), ultima della sua famiglia, donò alla città tutti i beni e tutte le collezioni accumulate nel corso di quattro secoli. Fu così che dipinti, sculture, libri preziosi, gemme, pietre preziose, disegni inestimabili, rarità e curiosità di ogni genere furono legati indissolubilmente alla città, vietandone la vendita e la dispersione. Se i musei di Firenze oggi sono tra i più ricchi al mondo lo si deve alla generosità e alla lungimiranza di Anna Maria Luisa, che fu l'ultima degna discendente di una casata che tanto lustro aveva dato a Firenze, all'Italia e all'Europa.

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