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Il Giardino di San Marco

SECOLARE STORIA D'AMORE E DI CULTURA

Il Giardino di San Marco, oggi Orto de’ Medici, affonda le sue radici nel Quattrocento. In quest’epoca comincia il lungo sodalizio che questo prezioso spazio verde ha intrattenuto con il mondo della cultura. 

Fu qui, infatti, che Lorenzo de’ Medici decise di istituire una Scuola d’Arte e Cultura nel 1450 circa. Fra la natura rigogliosa e le numerose opere d’arte che componevano la collezione privata di Lorenzo il Magnifico, Bertoldo, allievo di Donatello, insegnava i fondamentali di arte e scultura del tempo ai suoi allievi. 

Nel 1489 avvenne l’incontro che segnò la storia dell’arte italiana. Un giorno, secondo la leggenda, nel Giardino di San Marco il giovane Michelangelo Buonarroti stava scolpendo la testa di un vecchio fauno. In quel momento passò lì davanti Lorenzo de’ Medici, che commentò l’operato dell’artista: il fauno aveva una dentatura troppo perfetta per essere anziano.  

Michelangelo raccolse subito l’indicazione scherzosa del Magnifico e impattò con lo scalpello su un dente, provocandone la rottura. Il gesto suscitò l’allegria di entrambi: fu l’avvio di un’amicizia che contribuì in modo determinante a fare del Buonarroti uno dei più grandi artisti di sempre. 

Ma la storia del giardino non si accorda soltanto con la cultura. Il Giardino di San Marco è anche simbolo di amore e passione. Qui, nel Settecento, Leopoldo II di Toscana nascondeva infatti la sua amante, la ballerina Livia Raimondi Malfatti.  

Nell’Ottocento fu lo stesso Granduca a ridisegnare il volto di via San Gallo, fra le vie più celebri del centro storico fiorentino, facendo costruire alcuni palazzi destinati alla nobiltà del tempo. Fra questi, c’era anche l’immobile di quello che sarebbe diventato anni dopo l’Hotel Orto de’ Medici. 

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