Casa Buonarroti
Via Ghibellina, 70
Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 14.00 (chiuso il martedì)
Biglietto 6,50 Euro
Questo palazzo si trova dove Michelangelo aveva acquistato delle case e in seguito fu edificato l’edificio attuale e abitato per secoli dalla sua famiglia. Nei secoli i discendenti hanno raccolto una bella collezione di opere del loro illustre avo. Una sala è dedicata ai modelli in cera e in bronzo usati dall’artista (fra cui quello del progetto abbandonato dell’Ercole di Piazza della Signoria), in un’altra sono esposti a rotazione i disegni della vasta collezione del museo. Negli ambienti nobiliari sono stati eseguiti degli affreschi nel ‘600 che esaltano la vita e le opere di Michelangelo (particolarmente suggestiva è la Galleria), oppure sono presenti opere che documentano l’influenza dello stile di Michelangelo sugli artisti successivi.
Al primo piano spiccano due opere eseguite da un giovanissimo Michelangelo: la raffinata Madonna della Scala e, soprattutto, la Centauromachia, scolpita a soli 16 anni.
L’ispirazione per questa opera è data dai bassorilievi dei sarcofagi romani, ma il fortissimo dinamismo è una novità tipica di Michelangelo. Già in questa opera precoce la conoscenza dell’anatomia è notevole e risalta la predilezione per le figure in movimento, che sprigionano una grande forza espressiva.
E’ esposto anche il torso di una divinità fluviale (fusione metallica) e un modello in legno del progetto di Michelangelo per la facciata della chiesa di San Lorenzo, progetto mai realizzato. Nonostante la innegabile maestosità, si sostenne all’epoca (e alcuni critici sono ancora di questo parere) che l’effetto sarebbe stato un po’ troppo rigido e che avrebbe appesantito le linee degradanti della facciata. L’illustre precedente di Michelangelo ha in ogni caso intimorito gli architetti dal disegnare nuovi progetti per San Lorenzo, così come i responsabili della chiesa da accettarne di nuovi, così che oggi questa grande basilica ha ancora la facciata incompiuta.
Una curiosità: il nome antico di Via Buonarroti era “Via dei Marmi Sudici”, come riportato in una targhetta all’inizio della strada, con riferimento ai blocchi di marmo anneriti che anticamente stavano adagiati in strada, anche per anni, in attesa che l’artista, sempre in viaggio fra Roma e Firenze, li utilizzasse per una delle sue opere.











